a cura di Massimo Palozzi

Settembre 2024

IL DOMENICALE

GRANDI CANTIERI E ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

amministrazione, città, politica

di Massimo Palozzi - Il Comune di Rieti ha annunciato mercoledì che domani partiranno i cantieri per il rifacimento di tre importanti punti del centro storico. Si tratta di via Cintia (dall’Arco del Vescovado all’incrocio con via Sant’Agnese), via Terenzio Varrone (da piazza Oberdan a via Pennina) e piazza del Suffragio a Porta d’Arce.

I lavori rientrano nel programma “Ri-Centro”, finanziato con fondi Pnrr- Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare). L’intervento che riguarda via Cintia, via Varrone, via Sant’Agnese e piazza Oberdan dispone di 2 milioni e 850mila euro, mentre quello di riqualificazione di piazza del Suffragio, compresa la ripulitura della Porta, conta su risorse per 1 milione e duecentomila euro. “Annunciamo con soddisfazione l’avvio dei primi cantieri del centro storico finanziati con il Pnrr che contribuiranno a ridisegnare ampie zone della città, migliorandone l’aspetto e la funzionalità” è stato il commento del sindaco Daniele Sinibaldi e dell’assessore ai Lavori pubblici Claudia Chiarinelli, che hanno voluto rivolgere un ringraziamento “agli uffici per il grande lavoro che stanno svolgendo”, senza dimenticare i reatini alle prese con un difficile rientro dopo le ferie estive: “ci scusiamo con i cittadini per qualche variazione e disagio che dovranno subire nella quotidianità ma siamo convinti che tutti affronteranno questa fase di cantieri con la soddisfazione di vedere, in breve tempo, un miglioramento concreto della città”.

In realtà, ai disagi dei cantieri i reatini sono ormai abituati da tempo. E nonostante qualche mugugno, nessuno sottovaluta l’importanza di lavori che a regime daranno nuovo respiro alla viabilità, abbellendo l’intero contesto. Successe anche qualche anno fa con i lavori di rifacimento delle piazze Vittorio Emanuele II e Cesare Battisti e dell’ultimo tratto di via Cintia. Soprattutto i commercianti soffrirono le difficoltà per la clientela di raggiungere i negozi ed è lo stesso timore che ha fatto alzare le barricate di fronte all’ipotetico sottopasso di viale Maraini per superare i ripetuti stop del passaggio a livello (a proposito, che ne è stato del progetto?).

Alla fine però tutti sopportarono più o meno di buon grado disagi e mancati incassi, consapevoli che il recupero di quella parte del cuore di Rieti avrebbe regalato un ambiente assai più confortevole e idoneo agli affari.

Le scuse preventive del sindaco e dell’assessore sono dunque apprezzabili nello stile ma pelose nella sostanza. Verrebbe da dire persino non dovute, dato che non si può fare la frittata senza rompere le uova e certo non si possono sistemare strade e piazze senza creare problemi alla circolazione e agli abitanti delle aree interessate dai cantieri. Le scuse, semmai, gli amministratori dovrebbero farle ai reatini per la pessima tenuta dell’ordinario. Tombini e caditoie non vengono puliti e sono per lo più intasati (poi ci meravigliamo se alle prime piogge la città si allaga). Il verde pubblico è in uno stato di totale abbandono, tanto che sarebbe più consono chiamarlo marrone pubblico, visto il colore dominante di giardini, aiuole e parchi. Su questo fronte nemmeno il recente affidamento ad Asm del relativo servizio sembra aver sortito effetti apprezzabili.

Le siepi lungo le strade crescono ribelli coprendo i segnali stradali e invadendo a volte la carreggiata, con grave pericolo per automobilisti e ciclisti. Gli alberi non vengono potati da secoli, al punto che qualche giorno fa un solerte cittadino si è messo a dare di persona una sfrondata ai rami che quasi impediscono l’entrata e l’uscita delle auto dal parcheggio sotterraneo, ingresso via Terenzio Varrone. A piazza Oberdan le chiome delle piante entrano ormai dentro le case, a parte una alla base del Pincetto a cui è stata data una spuntata solo perché disturbava la collocazione di uno stand durante la recente Festa del Peperoncino.

Ecco, per tutta questa generale incuria la popolazione si aspetterebbe, se non le scuse, almeno un convincente piano di interventi che invece semplicemente non esiste.

La pioggia di finanziamenti del Pnrr sta consentendo attività prima impensabili. Un plauso agli amministratori per le scelte politiche e ai tecnici per la captazione dei finanziamenti e la realizzazione dei progetti, ma è fin troppo facile vantarsi di opere realizzate con soldi regalati. La corretta e avveduta gestione pubblica si misura sull’ordinaria amministrazione e su questo il bilancio è piuttosto carente.

Adesso che verrà rifatta la pavimentazione di piazza Oberdan si pone un tema che per la verità avrebbe già dovuto essere ben presente ai plenipotenziari di Palazzo di Città, vale a dire quello della cura e manutenzione dell’area. Alla maleducazione degli skater e di chi butta per terra gomme da masticare o altre schifezze si aggiungono i danni dello street food. Qualcuno dia un’occhiata a come sono ridotte le pietre dopo la Fiera del Peperoncino: tutte macchiate e intrise di olio e grassi, da cui ancora emana l’odore di fritto.

Per non parlare della viabilità. A Porta d’Arce per tutto il periodo dei lavori spariranno i parcheggi e anche in futuro la piazza sarà pedonalizzata. È un salto di qualità di assoluto valore per restituire un certo pregio a un’area oggi un po’ abbandonata. Ma il problema della sosta rimane e nessuno al momento sa come verrà risolto.

 

15-09-2024

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