a cura di Massimo Palozzi

Ottobre 2024

IL DOMENICALE

SALARIA E CARCERE, DUE QUESTIONI DELICATE

politica, sciopero, sicurezza, trasporti, viabilità

di Massimo Palozzi - Nel bene e nel male la Salaria è stata protagonista della settimana. Senza annunci né cerimonie (forse per un minimo di pudore), mercoledì è stata aperta al traffico la terza corsia nel tratto di Campomaggiore, completando così la carreggiata di arrampicamento che in maniera alternata consente di percorrere circa quattro chilometri su tre corsie.

Dopo tanti disagi causati dai cantieri, Anas ha fatto un piccolo regalo agli automobilisti che giornalmente percorrono la consolare, ora beneficiaria di ulteriori fondi per il suo adeguamento. Martedì il governo, attraverso un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con quello dell’Economia, ha infatti stanziato 300 milioni in favore della Salaria in aggiunta alla provvista finanziaria già riconosciuta in precedenza.

Il soggetto incaricato di coordinare gli interventi è il Commissario straordinario, che supervisionerà la realizzazione dei lavori distribuiti su tutto il percorso attraverso Lazio e Marche. Per quanto riguarda Rieti, il nuovo finanziamento è pari ad oltre 65 milioni di euro ed è destinato all’adeguamento a quattro corsie della strada per un totale di sei chilometri nel territorio provinciale. Gli stanziamenti consentiranno anche la definizione del secondo lotto della variante di Trisungo – Acquasanta nella Marche (per oltre 201 milioni e mezzo di euro) e del secondo lotto della variante di Monterotondo Scalo (32 milioni e mezzo).

Queste misure ricadono nel programma “RiViTA” varato da Mit, Struttura commissariale e Regioni per fornire sostegno alle politiche di coesione e sviluppo dei territori interni dell’Italia centrale, duramente colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. Il Programma riconosce infatti la Salaria come asse principale di accessibilità e mobilità nelle aree appenniniche interne e del cratere sismico, attribuendole una marcata valenza di collegamento trasversale.

Manco il tempo di gioire che a far da contraltare alle buone notizie ci ha pensato Cotral, che dal canto suo ha fatto vivere ai pendolari reatini una settimana di vera passione, tra corse annullate, mezzi carenti e bus a due piani sostituiti con quelli normali in grado di ospitare la metà dei passeggeri. Secondo i sindacati la situazione sarebbe precipitata a seguito dell’acquisizione delle linee interregionali. Contattata dal Comitato pendolari, la dirigenza dell’azienda di trasporto ha promesso un rapido ritorno alla normalità. Il presidente Mario Cipolla ha assicurato che “la situazione nella provincia di Rieti è in via risoluzione”, attribuendo la causa dei disservizi degli ultimi giorni alla necessità di realizzare nuovi collegamenti interregionali da Rieti e Poggio Mirteto verso Terni e Avezzano.

Nel quadro del potenziamento promesso rientrano i 50 autisti interinali già presi, dieci dei quali assegnati al Reatino (6 a Rieti e 4 a Poggio Mirteto). Entro l’anno sarà poi avviato un piano di assunzioni per rimpolpare gli organici. “Vorrei sottolineare – conclude Cipolla – che gli standard di Cotral rimangono molto elevati: su base regionale viene soppresso meno dell1% delle corse, percentuale bassa che testimonia l’efficienza e l’affidabilità del servizio”.

Ad essere cancellate sono state in particolare le corse dirette che non fermano alla stazione di Fara Sabina. Ma un po’ in tutta la provincia si sono vissute giornate di grandi disagi che, sommati alle difficoltà create dai cantieri, hanno esasperato gli animi. Segnalazioni e proteste si sono moltiplicate sui giornali e sui social, con il maltempo che si è aggiunto al disservizio creando la classica tempesta perfetta.

I problemi lungo la Salaria non hanno comunque impedito ai sindacati di radunarsi mercoledì mattina di fronte al carcere di Vazia per un presidio prolungatosi fino al giorno successivo. La mobilitazione è stata convocata in segno di protesta contro le condizioni di vita e di lavoro, conseguenti al sovraffollamento e alle continue aggressioni ai danni del personale.

Il sit-in indetto dalle principali sigle sindacali della Polizia penitenziaria è un’iniziativa inedita e al tempo stesso clamorosa, che restituisce il senso di frustrazione giunto ormai a livelli di guardia.

Da tempo il carcere di Rieti finisce periodicamente sulle cronache per episodi di insubordinazione, suicidi, atti di autolesionismo e aggressioni fisiche agli operatori da parte dei detenuti. La colpa è principalmente dell’eccessiva concentrazione, posto che la struttura ospita il doppio dei reclusi previsti, alcuni dei quali violenti e di elevata pericolosità sociale. Si è quindi creata una situazione esplosiva che i sindacati addebitano all’inerzia della direzione, accusata di rimanere sorda alle loro rivendicazioni. Da qui la richiesta di un intervento del Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria del Lazio per risolvere almeno in parte i tanti problemi aperti. In sintesi, gli agenti chiedono il trasferimento dei detenuti violenti e il rafforzamento delle misure di sicurezza, oltre a un aumento del numero degli effettivi.

L’innalzamento del livello della protesta segue i risultati infruttuosi dei tavoli istituzionali allestiti negli ultimi mesi, durante i quali sono state constatate le gravi criticità del carcere, senza però al momento risposte concrete o comunque giudicate sufficienti.

La piaga del sovraffollamento affligge da anni tutti gli istituti di pena italiani. Quello reatino è solo una tessera del mosaico ma i disagi che si vivono al suo interno rischiano di innescare una bomba sociale la cui deflagrazione avrebbe ricadute dirette su un tessuto civico che finora ha considerato un corpo estraneo il microcosmo carcerario confinato nella periferia di Vazia, dopo il trasferimento nel 2009 della casa circondariale dalla storica sede di Santa Scolastica in pieno centro storico.

 

13-10-2024

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